Perche gli etf sono meglio dei fondi comuni di investimento

Negli ultimi anni, sempre più risparmiatori italiani si trovano di fronte a una scelta cruciale: investire in fondi comuni di investimento tradizionali o optare per gli ETF (Exchange Traded Fund)? La risposta, per la maggior parte dei casi, propende verso gli ETF. Questa non è una semplice preferenza, ma il risultato di vantaggi economici concreti e strutturali che incidono direttamente sul portafoglio dell’investitore medio italiano.

Secondo i dati Covip (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), il patrimonio gestito dai fondi comuni italiani ammontava a circa 180 miliardi di euro nel 2023, ma la crescita di questo segmento è stagnante. Nel frattempo, gli ETF hanno registrato una crescita costante, con un afflusso di capitali sempre più significativo tra i piccoli e medi risparmiatori. Le ragioni sono principalmente tre: costi inferiori, trasparenza maggiore e semplicità operativa. Scopriamo perché gli ETF rappresentano la scelta più intelligente per chi vuole preservare il potere d’acquisto del proprio TFR o costruire un portafoglio di lungo termine.

I costi: il vantaggio più evidente

La differenza di costo tra ETF e fondi comuni è il fattore decisivo. Un fondo comune di investimento italiano mediamente applica commissioni di gestione tra lo 1,5% e il 2% annuo. Gli ETF, invece, hanno commissioni medie comprese tra lo 0,1% e lo 0,4% annuo. Sembra una piccola differenza, ma nel lungo termine il divario diventa abissale.

Immaginiamo di investire 50.000 euro (una cifra realistica per chi ha accumulato TFR nel tempo) con un rendimento annuo medio del 6%:

  • Con un fondo comune (commissione 1,75%): dopo 20 anni il patrimonio ammonta a circa 140.000 euro
  • Con un ETF (commissione 0,25%): dopo 20 anni il patrimonio ammonta a circa 155.000 euro

La differenza di 15.000 euro non è dovuta al rendimento sottostante, ma esclusivamente ai costi. Questo è denaro che rimane nelle vostre tasche invece di finire nelle casse delle SGR (Società di Gestione del Risparmio). Se moltiplichiamo questo esempio per milioni di risparmiatori italiani, scopriamo che i fondi comuni trasferiscono ogni anno centinaia di milioni di euro dai clienti ai gestori.

Inoltre, i fondi comuni applicano spesso anche commissioni di sottoscrizione e rimborso, mentre gli ETF si acquistano e vendono come azioni tramite la borsa, senza commissioni di ingresso. Alcuni broker online, come Fineco o XTB, permettono persino l’acquisto di ETF senza alcun costo di commissione.

Trasparenza e prevedibilità: sapere sempre cosa possiedi

Un altro vantaggio fondamentale degli ETF riguarda la trasparenza. Ogni ETF replica un indice noto e pubblico, come l’MSCI World, l’S&P 500 o l’indice dei BTP italiani. Questo significa che sapete esattamente cosa possedete: gli stessi titoli che compongono l’indice, nelle stesse proporzioni.

I fondi comuni, al contrario, delegano le decisioni di investimento a un gestore che ha maggior libertà (e responsabilità) nel selezionare i titoli. Mentre in teoria questo potrebbe permettere ai gestori di “battere il mercato”, i dati dicono il contrario: la maggior parte dei fondi comuni attivi non riesce a superare il rendimento dell’indice di riferimento una volta dedotte le commissioni. Uno studio dell’ASSOGESTIONI del 2022 mostrava che solo il 15% dei fondi comuni italiani ha battuto il benchmark negli ultimi 10 anni.

Con gli ETF, non dipendete dalle scelte di un gestore. Dipendete dalla performance del mercato nel suo insieme, che storicamente nel lungo periodo offre rendimenti positivi. Questo approccio, chiamato “investimento passivo”, ha dimostrato di essere superiore per l’investitore medio.

Inoltre, il valore di un ETF è trasparente: il prezzo cambia continuamente durante l’orario di borsa, proprio come un’azione. Per i fondi comuni, il prezzo viene calcolato una sola volta al giorno, alle 18:00, rendendo più difficile pianificare un acquisto o una vendita con precisione.

Flessibilità e praticità operativa

Gli ETF offrono anche una praticità operativa che i fondi comuni non possono eguagliare. Potete acquistarli e venderli istantaneamente durante gli orari di borsa, direttamente dal vostro conto titoli presso qualsiasi banca o broker online. I fondi comuni richiedono invece ordini che vengono elaborati al prezzo di chiusura della giornata, introducendo un ritardo e una minore prevedibilità.

Se state costruendo un portafoglio equilibrato (magari seguendo la regola del 60% azionario e 40% obbligazionario), potete farlo con estrema semplicità con gli ETF. Ad esempio, per un investitore conservatore italiano, una soluzione efficiente potrebbe essere:

  • 40% ETF su indice azionario globale (come VWRL o AAPL)
  • 40% ETF su obbligazioni governative europee o su BTP
  • 20% ETF su piccole medie imprese o mercati emergenti

Potete creare questa composizione in pochi minuti e verificarla costantemente. Con i fondi comuni avreste pagato commissioni di sottoscrizione separate su ogni prodotto e difficoltà nel monitoraggio.

Un altro aspetto interessante: gli ETF sono quotati, quindi il loro prezzo riflette le aspettative di mercato in tempo reale. Questo riduce anche il rischio di “valutazione errata” che può occasionalmente colpire i fondi comuni, dove il prezzo viene calcolato secondo metodologie che non sono sempre trasparenti.

Conclusione: una scelta razionale per il vostro futuro finanziario

La scelta tra ETF e fondi comuni non è una questione di opinione, ma di matematica finanziaria. Gli ETF vincono su tre fronti: costi inferiori, trasparenza superiore e praticità operativa. Se il vostro obiettivo è preservare e far crescere il vostro patrimonio, che si tratti del TFR accumulato durante la carriera o di risparmi destinati alla pensione integrativa, gli ETF rappresentano la soluzione più efficiente.

Non è necessario essere esperti di finanza per capire un concetto semplice: pagare meno commissioni nel lungo termine significa avere più soldi a disposizione. Questo è il motivo per cui anche i consulenti finanziari più esperti, quando gestiscono il proprio denaro, scelgono gli ETF.

Se siete ancora titubanti, potete iniziare con piccoli importi, magari investendo mensilmente una quota parte del vostro stipendio in un ETF diversificato. Nel giro di vent’anni, la differenza di costo tra questa scelta e