Come genitore, uno dei regali più preziosi che puoi fare ai tuoi figli è l’educazione finanziaria e la costruzione di un patrimonio che li accompagni nel tempo. Ma come investire efficacemente i soldi dei figli? La risposta non è univoca: dipende dall’orizzonte temporale, dal vostro profilo di rischio e dagli obiettivi che vi prefissate. In questa guida pratica scoprirai le strategie più convenenti per far crescere il denaro destinato ai tuoi figli, dalle soluzioni tradizionali a quelle più moderne.
Le soluzioni tradizionali: BTP e libretti di risparmio
Se hai un approccio conservatore e preferisci la sicurezza, le obbligazioni italiane rimangono una scelta solida. I BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) offrono rendimenti garantiti dallo Stato italiano. A gennaio 2024, i BTP decennali rendevano circa il 3,5-4% annuo, un livello interessante dopo anni di tassi bassissimi. Per i figli piccoli, un orizzonte di 10-15 anni permette di sfruttare appieno questa opportunità.
I libretti di risparmio postali o bancari rimangono popolari tra i nonni e gli zii italiani. Garantiscono la restituzione del capitale e offrono interessi, anche se modesti (generalmente 2-3% lordi). Non richiedono competenze finanziarie particolari e sono assicurati fino a 100.000 euro per depositante. Ideali per piccoli importi o come “primo passo” nel mondo degli investimenti.
Un’altra opzione è il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) dei genitori: alcuni scelgono di destinarlo ai figli mediante polizze assicurative o fondi pensione. Non è propriamente un “investimento dei soldi dei figli”, ma un modo per proteggerli finanziariamente dopo la vostra scomparsa.
Fondi comuni e ETF: il compromesso tra rischio e rendimento
Se hai un orizzonte temporale più lungo (8-15 anni) e sei disposto ad accettare una volatilità moderata, i fondi comuni di investimento e gli ETF (Exchange Traded Fund) sono opzioni interessanti. Secondo i dati COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), gli italiani stanno scoprendo sempre più questi strumenti: nel 2023 il patrimonio gestito dai fondi comuni ha raggiunto 400 miliardi di euro.
Ecco le principali categorie:
- Fondi bilanciati: mischiano azioni e obbligazioni. Offrono un rendimento medio del 5-6% annuo su periodi lunghi, con volatilità moderata. Perfetti per chi non vuole “rischiare troppo” ma desidera battere l’inflazione.
- Fondi azionari europei o globali: più aggressivi, puntano a rendimenti del 7-8% annuo su lunghi periodi. Adatti se il bambino ha meno di 8-10 anni e potete permettervi fluttuazioni di valore.
- ETF a basso costo: replicano indici come l’MSCI World o l’Euro Stoxx 50. Le commissioni di gestione sono tra lo 0,2-0,5% annuo, molto competitive rispetto ai fondi tradizionali.
Un consiglio pratico: se apri un conto deposito o un fondo presso una banca italiana, informati sulle polizze a premio unico cointestati ai figli. Alcune assicurazioni italiane (come Generali o Unipol) offrono piani che combinano protezione con crescita del capitale, ideali per “dimenticare il denaro” fino a quando il figlio non avrà 18 anni.
Pianificazione fiscale e strumenti specifici per i minori
In Italia, gli investimenti intestati ai minori hanno particolarità fiscali da considerare. Se il figlio è intestatario del conto, gli interessi e i proventi vengono tassati secondo le regole ordinarie: 26% di imposta sostitutiva su interessi e capital gain (per strumenti finanziari), oppure 23% per alcuni titoli di Stato.
Tuttavia, se il reddito del minore è modesto, potreste beneficiare di detrazioni. Inoltre, molte banche offrono conti correnti dedicati ai minori con commissioni ridotte e funzionalità educational (app che insegnano la gestione del denaro).
Un’opzione spesso sottovalutata è l’integrazione al fondo pensione: non è “investimento per oggi”, ma protezione per il futuro. Se vostro figlio avrà un lavoro dipendente, la gestione del TFR tramite fondo negoziale potrebbe fruttare 5-6% annuo, ben più dei tassi attuali dei libretti.
Infine, se ricevete donazioni da nonni o zii, accertatevi di capire il regime fiscale: le donazioni in denaro ai minori sono generalmente esenti da tassa (art. 747-bis del Codice Civile), ma è bene documentarle adeguatamente.
La strategia più efficace: diversificazione e frequenza
Non esiste un’unica ricetta vincente. La strategia migliore combina diversi elementi:
- Orizzonte temporale: per bambini sotto i 10 anni, potete permettervi più rischio. Per adolescenti, preferite strumenti più stabili.
- Importi e frequenza: versamenti regolari (mensilmente o annualmente) grazie all’effetto “medio costo” riducono il rischio di timing. Se ogni compleanno versate 500 euro in un ETF, i risultati su 18 anni saranno interessanti.
- Monitoraggio annuale: non è necessario guardare il portafoglio quotidianamente, ma un ribilanciamento annuale mantiene l’allocazione coerente ai vostri obiettivi.
Un esempio concreto: per un figlio di 5 anni con investimento orizzontale al 2030, potrebbe funzionare: 50% BTP/obbligazioni, 40% ETF azionari globali, 10% liquidità. Così combinate la sicurezza con il potenziale di crescita.
Conclusione: investire per i propri figli non significa necessariamente diventare trader esperti. Significa pianificare con pazienza, scegliere strumenti coerenti alle vostre capacità di rischio e sfruttare il tempo—il vostro alleato più prezioso. Che optiate per la semplicità di un libretto postale o per la sofisticatezza di un portafoglio diversificato, l’importante è iniziare oggi. I vostri figli ve ne saranno grati.