La domanda che molti italiani si pongono oltre i 60-65 anni è sempre la stessa: “Ma io, a questa età, posso ancora investire?” La risposta è semplice e tranquillizzante: sì, assolutamente. Non solo è possibile, ma per molti è addirittura necessario. L’allungamento dell’aspettativa di vita (secondo ISTAT siamo a 82,6 anni) significa che il nostro denaro deve “durare” più a lungo di quanto i nostri nonni avrebbero mai immaginato. Investire “da vecchi” non è una contraddizione, è una necessità finanziaria moderna.
In questo articolo ti spiegherò come orientarti nel mondo degli investimenti quando hai già raggiunto l’età della pensione o sei prossimo a raggiungerla, con strategie concrete e adatte al tuo profilo di rischio.
Perché gli investimenti rimangono importanti anche dopo i 60-65 anni
Innanzitutto, sfatiamo il mito che dopo i 60 anni il denaro debba stare fermo sul conto corrente. Se la tua pensione INPS è modesta (la pensione media in Italia è di circa 1.200 euro mensili secondo gli ultimi dati), il denaro che hai accumulato nel corso della vita deve continuare a “lavorare” per te. L’inflazione, anche quella contenuta, erode lentamente il potere d’acquisto dei tuoi risparmi.
Inoltre, una persona di 65 anni oggi ha un’aspettativa di vita media di altri 20-25 anni. Significa che il tuo orizzonte temporale non è così breve come potrebbe sembrare. Se investi con intelligenza, puoi generare rendimenti che integrino la tua pensione senza dover toccare il capitale.
Gli ultimi dati Covip (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione) mostrano che i fondi pensione complementari hanno generato rendimenti positivi anche negli ultimi anni, con performance medie annue tra il 4-6% per i profili bilanciati. Questo è esattamente quello che serve a un pensionato: rendimenti moderati ma stabili.
La strategia di investimento giusta per chi è “anziano”
1. Riduci il rischio, non eliminarlo
Questa è la regola d’oro. Non devi abbandonare completamente le azioni, ma il loro peso nel tuo portafoglio deve diminuire. Una regola empirica spesso citata è la “regola del 100 meno la tua età”: se hai 70 anni, il 30% del portafoglio in azioni e il 70% in strumenti più sicuri. Se hai 65 anni, forse 35-40% in azioni e il resto in obbligazioni e liquidità.
Perché? Perché non hai tempo di recuperare da una crisi di mercato. Se il mercato scende del 30% e tu hai 75 anni, probabilmente non avrai 10-15 anni per aspettare il rimbalzo.
2. Privilégia le obbligazioni di qualità
I BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) italiani sono uno strumento interessante per chi vuole sicurezza. Attualmente i BTP decennali offrono rendimenti intorno al 3,5-4% (dati 2024), che sono abbastanza interessanti dal punto di vista storico. Puoi acquistarli direttamente dalla Banca d’Italia o tramite il tuo broker. Il rischio di insolvenza dell’Italia è molto basso, quindi dormirai sonni tranquilli.
Considera anche obbligazioni corporate investment grade: sono leggermente più rischiose dei BTP, ma offrono rendimenti migliori (4-5%) e rimangono molto solide.
3. Non dimenticare i dividendi
Se hai un portafoglio azionario, anche modesto, orienta la scelta verso azioni che pagano dividendi regolari. Le utility italiane, i grandi titoli europei con dividend yield del 3-5%, generano un flusso di cassa costante che puoi reinvestire o usare per integrare le spese mensili.
4. Valuta il TFR (Trattamento di Fine Rapporto)
Se hai appena terminato la tua carriera lavorativa, hai probabilmente ricevuto il TFR. Secondo INPS, l’importo medio è di alcuni mila euro. Non mettere tutto in azioni aggressive: una soluzione prudente è dividerlo tra un fondo pensione complementare (ancora aperto ai neo-pensionati) e strumenti più conservativi come BTP o fondi obbligazionari.
Gli errori da evitare assolutamente
Non investire in prodotti che non comprendi. A 70 anni non è il momento di scoprire le criptovalute o i derivati complessi. Non chiedere a tuo figlio “come funziona il Bitcoin”: è segnale che non è adatto a te.
Non concentrare tutto su un singolo titolo o un singolo settore. La diversificazione non è una scelta facoltativa, è una necessità. Un fondo bilanciato (azioni, obbligazioni, liquidità) riduce il rischio di perdite catastrofiche.
Non cercare rendimenti irrealistici. Se qualcuno ti promette il 10-15% annuo garantito, scappa. Gli unici rendimenti realistici e stabili nel medio termine sono il 4-6% per profili bilanciati e 2-3% per profili conservativi.
Non seguire il vicino di casa che “ha fatto i soldi” con il suo ultimo affare. I bei risultati si ricordano, i fallimenti no. La statistica non è dalla tua parte se insegui la “mossa vincente” che hanno fatto gli altri.
Un esempio concreto: il portafoglio tipo di un 68enne
Immagina Carlo, 68 anni, pensionato con 1.500 euro al mese di pensione INPS e 150.000 euro di risparmi accumulati. Ecco una struttura ragionevole:
- 40% BTP e obbligazioni investment grade: ~60.000 euro (rendimento atteso 3,5-4%)
- 25% Fondi bilanciati (azionari/obbligazionari): ~37.500 euro (rendimento 5-6%)
- 20% Azioni da dividendo (diversificate): ~30.000 euro (dividend yield 3-5%)
- 15% Conto deposito garantito: ~22.500 euro (liquidità, rendimento 3-3,5%)
Questo portafoglio genera un rendimento atteso di circa 4-4,5% annuo, ovvero 6.000-6.750 euro all’anno. Non è una fortuna, ma integrate la pensione e non toccano il capitale.
Conclusione: Non è mai troppo tardi
Investire a 65, 70 o anche 75 anni non è solo possibile, è intelligente. L’importante è farlo con una strategia adatta alla tua situazione, preferendo la sicurezza e la stabilità al gioco d’azzardo finanziario. Diversifica, s